STUDIO ITALIANO
Contro il mal di testa può far molto la ginnastica
Semplici esercizi di distensione dei muscoli di faccia, collo e spalle possono migliorare quasi tutti i tipi di mal di testa ed essere risolutivi in un caso su cinque
MILANO - Francesca è una studentessa di 17 anni, che dall’infanzia soffre di mal di testa. Dolori terribili, che iniziano dalla nuca per diffondersi rapidamente a tutto il capo, specialmente alla metà sinistra. Il più delle volte sono accompagnati da lacrimazioni e disturbi alla vista. Talmente intenso e frequente è il dolore da averle fatto perdere in 3 mesi 31 giorni di scuola. Nè i farmaci, diversi, sono stati in grado di risolvere il problema. La soluzione la trova invece alla Sezione Cefalea e Dolore Facciale dell'Azienda Ospedaliero Universitaria San Giovanni Battista - Molinette di Torino, dove Franco Mongini, che dirige la struttura, e il suo team studiano da tempo le componenti muscolari del mal di testa. «L’esame neurologico della ragazza era negativo, ma erano evidenti alcuni problemi ai muscoli di spalle e faccia, che erano doloranti alla palpazione», spiega Mongini. «Le spalle erano slivellate e ciò provocava uno sforzo aggiuntivo dei muscoli del collo per tenere il capo dritto. Inoltre, il massetere, uno dei muscoli responsabili del movimento della mandibola era particolarmente sviluppato. E questo è un segno caratteristico dell’abitudine a stringere e digrignare i denti». È con questi indizi, accompagnati dai frequenti stati d’ansia della ragazza, che il team ha fatto la diagnosi di emicrania accompagnata da cefalea di tipo tensivo, vale a dire una forma di mal di testa in cui una componente del dolore è dovuta all’eccessiva contrazione dei muscoli di testa e collo. «In questi casi - spiega il medico - prima di trattare il disturbo con un nuovo farmaco meglio cercare di risolvere i problemi sovrapposti al mal di testa».
SCIOGLIERE I MUSCOLI - Il trattamento messo a punto dal gruppo piemontese mira correggere le cause muscolari del mal di testa attraverso semplici esercizi di “scioglimento” e rilassamento dei muscoli di testa e collo da eseguire ogni due-tre ore: muovere in avanti le spalle, spostare in avanti e indietro la testa, lasciare “cascare” la mandibola. Gli esercizi non rubano più di un paio di minuti e possono essere facilmente eseguiti da tutti. A distanza di un anno, i risultati di questo approccio sulla ragazza sono stati eclatanti: se prima della visita i giorni di mal di testa in un mese erano circa 15 e nella quasi totalità erano caratterizzati da dolore molto intenso, dopo l’intervento i casi di mal di testa si sono ridotti a 3 al mese e sempre di blanda intensità. «Non tutti i risultati sono così eclatanti - precisa Mongini - ma quasi sempre un miglioramento c’è». Quello di Francesca (il nome è di fantasia) è uno dei casi illustrati sul social network messo in piedi dal team delle Molinette per diffondere questa strategia terapeutica. Sulla cui efficacia, adesso, una nuova conferma arriva da uno studio pubblicato su PLoS ONE.
LO STUDIO - La ricerca è stata condotta su circa 1000 dipendenti del Comune di Torino, che hanno applicato sul luogo di lavoro gli esercizi di rilassamento. L’effetto di questo approccio è stato confrontato con un gruppo di analoghe dimensioni che non ha seguito il trattamento. Dopo sette mesi il gruppo di studio ha riportato una diminuzione del 34% della frequenza di cefalea e del 29% del dolore al collo e alle spalle. Miglioramenti più lievi sono stati registrati nel gruppo di controllo (rispettivamente -11 e 7%). «Si tratta di risultati molto importanti, soprattutto se si pensa a quanto sia semplice mettere in atto questi interventi e all’impatto complessivo che ha il mal di testa sulla salute pubblica», ha commentato Mongini. La sola emicrania (che è soltanto una delle varianti di mal di testa) è la diciannovesima causa di anni vissuti con disabilità secondo l’Oms, che in questo campo riconosce come l’abuso di farmaci da parte dei malati rappresenti uno dei maggiori rischi.
MENO FARMACI - Anche su questo aspetto il programma di esercizi ha consentito di ottenere importanti risultati: secondo lo studio, infatti, i partecipanti al programma hanno riportato una riduzione del 29% dell’assunzione di analgesici (contro il 13% del gruppo di controllo). «Deve essere chiaro che nessuno vuole negare l’importanza dei farmaci - precisa Mongini - né illudere i pazienti che gli esercizi siano la panacea per tutti i tipi di mal di testa. Tuttavia, secondo l’esperienza maturata negli anni, la nostra strategia può essere risolutiva in circa il 20 per cento dei casi e nella quasi totalità di quelli rimanenti rappresenta un buon aiuto per limitare il dolore e ridurre il consumo di medicinali».
di Antonino Michienzi, dal Corriere
11 gennaio 2012
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