Governo; Fitto: Cdm impugna tre leggi regionali
17/12/2010 14:55
ACRANSA) - ROMA, 17 DIC - Il Consiglio dei ministri, su
proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele
Fitto, ha deciso di impugnare tre leggi regionali.
La prima è la legge della Campania n.11/2010 che modifica la
legge di bilancio della Regione per il 2010.
Il Governo contesta due articoli di questa norma che contrastano
con alcuni comma dell'art. 117 della Costituzione in riferimento
alla libertà di concorrenza secondo condizioni di pari
opportunità e il corretto ed uniforme funzionamento del mercato,
nonché in riferimento al livello minimo e uniforme di condizioni
di accessibilità ai servizi sul territorio nazionale e in
relazione alla tutela dell'ambiente e dell'ecosistema.
Con l'art.1 "il legislatore regionale nel prevedere specifici
interventi sulle strutture degli stabilimenti balneari, eccede
dalla propria competenza legislativa invadendo quelle esclusive
dello Stato in materia di tutela dei beni culturali e del
paesaggio". Con l'art. 2 "il legislatore regionale nel fornire
un'interpretazione delle norme relative al rinnovo delle
concessioni in materia di utilizzazione delle acque minerali e
termali, delle risorse geotermiche e delle acque di sorgente,
sottrae queste ultime dall'applicabilità delle disposizioni del
D.Lgs. n. 59/2010 (attuazione della direttiva 2006/123/CE) in
quanto ritiene che le norme in questione siano afferenti alle
attività sanitarie".
L'esecutivo ha inoltre chiesto ai giudici della Suprema Corte
di esaminare eventuali profili di incostituzionalità della legge
regionale del Friuli Venezia Giulia n. 17 del 2010, che si
occupa di concessioni idrauliche, ambiente e caccia, e che
sarebbe in contrasto con l'articolo 117 secondo comma lettera s
della Carta, che riserva allo Stato la potestà legislativa
esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema.
Infine è stata impugnata la legge regionale della Basilicata
n. 31 del 2010 con la quale la regione adegua il proprio
ordinamento a quanto previsto dal D.Lgs. n. 150 del 2009 in
materia di pubblico impiego. Secondo il Governo, la legge, che
prevede possano essere coperti i posti rimasti vacanti di
dirigente conferendoli ai propri dipendenti apicali del comparto
in presenza di specifici requisiti, anche nelle more
dell'espletamento delle procedure concorsuali pubbliche, è
costituzionalmente illegittima in quanto contrasterebbe con
l'articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione,
che conferisce competenza esclusiva allo Stato in materia di
ordinamento civile. Questa disposizione, per il governo, viola
anche i principi di ragionevolezza, buon andamento e
imparzialità della pubblica amministrazione di cui agli articoli
3 e 97 della Costituzione. (ANSA).
proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele
Fitto, ha deciso di impugnare tre leggi regionali.
La prima è la legge della Campania n.11/2010 che modifica la
legge di bilancio della Regione per il 2010.
Il Governo contesta due articoli di questa norma che contrastano
con alcuni comma dell'art. 117 della Costituzione in riferimento
alla libertà di concorrenza secondo condizioni di pari
opportunità e il corretto ed uniforme funzionamento del mercato,
nonché in riferimento al livello minimo e uniforme di condizioni
di accessibilità ai servizi sul territorio nazionale e in
relazione alla tutela dell'ambiente e dell'ecosistema.
Con l'art.1 "il legislatore regionale nel prevedere specifici
interventi sulle strutture degli stabilimenti balneari, eccede
dalla propria competenza legislativa invadendo quelle esclusive
dello Stato in materia di tutela dei beni culturali e del
paesaggio". Con l'art. 2 "il legislatore regionale nel fornire
un'interpretazione delle norme relative al rinnovo delle
concessioni in materia di utilizzazione delle acque minerali e
termali, delle risorse geotermiche e delle acque di sorgente,
sottrae queste ultime dall'applicabilità delle disposizioni del
D.Lgs. n. 59/2010 (attuazione della direttiva 2006/123/CE) in
quanto ritiene che le norme in questione siano afferenti alle
attività sanitarie".
L'esecutivo ha inoltre chiesto ai giudici della Suprema Corte
di esaminare eventuali profili di incostituzionalità della legge
regionale del Friuli Venezia Giulia n. 17 del 2010, che si
occupa di concessioni idrauliche, ambiente e caccia, e che
sarebbe in contrasto con l'articolo 117 secondo comma lettera s
della Carta, che riserva allo Stato la potestà legislativa
esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema.
Infine è stata impugnata la legge regionale della Basilicata
n. 31 del 2010 con la quale la regione adegua il proprio
ordinamento a quanto previsto dal D.Lgs. n. 150 del 2009 in
materia di pubblico impiego. Secondo il Governo, la legge, che
prevede possano essere coperti i posti rimasti vacanti di
dirigente conferendoli ai propri dipendenti apicali del comparto
in presenza di specifici requisiti, anche nelle more
dell'espletamento delle procedure concorsuali pubbliche, è
costituzionalmente illegittima in quanto contrasterebbe con
l'articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione,
che conferisce competenza esclusiva allo Stato in materia di
ordinamento civile. Questa disposizione, per il governo, viola
anche i principi di ragionevolezza, buon andamento e
imparzialità della pubblica amministrazione di cui agli articoli
3 e 97 della Costituzione. (ANSA).
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