Ruggiero non è più consigliere Regionale , la cassazione da ragione all'avvocato Montagna. Senso civile richiederebbe le dimissioni di Folino
Dal blog di Ottavio Frammartino
La corte di cassazione rigetta l'opposizione dell'ormai ex consigliere regionale Ruggiero contro la sentenza di decadenza emessa dalla corte di Appello di Potenza condannando lo stesso al risarcimento i 5.200 euro per ogni uno dei ricorrenti , che sarebbero in tutto 7. Questo pronunciamento mette fine ad un iter giudiziario durato circa un anno è promosso dall’ex sindaco di San Giorgio,Gennaro Labollita, difeso dall’avv. Vincenzo Montagna, evidenziando l’incompatibilità tra la carica di Commissario straordinario della Comunità Montana Basso-Sinni e quella di Consigliere regionale, quindi l’ineleggibilità del candidato Vincenzo Ruggiero che a questo punto potrebbe fare spazio aPancrazio Gagliardi, primo dei non eletti nella lista materana dell’Udc alle scorse elezioni regionali e altro promotore del ricorso.. Subito dopo il deposito della sentenza l'esponente politico del partito di Casini avrebbe dovuto abbandonare i banchi del parlamentino lucano e fino ad allora davrebbe douto astenersi da ogni deliberazione in quanto presente durante la lettura del Giudice , anche perchè la sentenza della corte di appello era esecutiva. I consiglieri regionali, ai sensi delle leggi in vigore invece ed esclusivamente valutare non più la posizione del Ruggiero ma le condizioni del neo proclamato Pancrazio Gagliardi per convalidarne o meno l'elezione. Ingiustificatamente si sono rifiutati di farlo.
Il motivo posto a base dell'incredibile sospensione della sentenza era del tutto pretestuoso. Fecero allora riferimento alla legge n.165/2004 e si citarono precedenti errati, datati e superati , addirittura il presidente Follino parlò di sovranità del consiglio regionale in pieno conflitto con le leggi dello stato Italiano e dell’ordine giuridico non tenendo presente che quella disposizione di legge, che per altro non ha il significato che i consiglieri regionali lucani le attribuiscono, è stata ritenuta, in casi analoghi, inapplicabile dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con sentenza n.16898 del 25/7/2006. La decisione del Consiglio Regionale era senza procedenti nell'applicazione della legge e nell'esecuzione della sentenza, una decisione molto grave sotto il profilo giuridico e sotto il profilo politico. Del profilo giuridico si è già detto. In relazione al profilo politico sia consentito evidenziare come l'espediente cui facero ricorso è stato quello di eludere la legge ed il tentativo di scardinare e deligittimare una sentenza dell’ordinamento giudiziario. Addirittura il presidente Folino in un esposto alla procura della Repubblica contro il comitato promotore del ricorso contro Ruggiero , reo quest’ultimo di aver diffidato il consiglio ad eseguire la sentenza della corte di appello parlo di tentativo in cui si intravedevano , non una battaglia di legalita , ma di sovvertimento della sua potestà o sovranità. Oggi questa sentenza della corte suprema di cassazione fa giustizia della verità , ancora una volta la classe dirigente Lucana ha perso un’altra occasione di stare con la legalita e con il rispetto delle leggi. Folino ne dovrebbe trarre le dovute conseguenze , dando in silenzio le dimissioni , noi d’altro canto se non vedremo una discontinuità forte in tal senso , daremo incarico a uno studio legale affinchè si verifichi la possibilità di rendere nulle o ineficaci per vizio di leggittimita tutti gli atti votati in consiglio dal consigliere abusivo Ruggiero
Pubblicato da Ottavio Frammartino a lunedì, gennaio 02, 2012
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