4/11/2011 - TACCUINO
La trattativa è appena cominciata
di MARCELLO SORGI, dalla stampa
Nel giorno dell'incarico a Monti, gli interventi dei tre protagonisti attorno a cui ruota questa crisi hanno segnato una messa a punto del tentativo di formare un governo in grado di fronteggiare la crisi economica e l'attacco dei mercati finanziari all'Italia.
Cominciamo da Berlusconi. All'indomani delle dimissioni, della celebrazione del suo addio e delle folle vocianti contro di lui fin sotto il Quirinale, il premier uscente ha registrato un videomessaggio a Palazzo Chigi per dire che resta in campo e per far capire che senza il suo assenso il governo Monti non può nascere. Era scontato, ma le conseguenze si sono viste alle consultazioni al Quirinale, quando il segretario del Pdl Alfano ha dato, sì, via libera all'incarico a Monti, ma ha condizionato la fiducia del suo partito a tempi e modi della formazione del governo ancora da concordare.
La replica di Monti, appena incaricato, è stata l'annuncio di un nuovo giro di consultazioni e una sottolineatura del ruolo del Parlamento nella nascita del governo. Il governo insomma potrà essere tecnico tutto o in parte (questo Monti non lo ha detto) ma necessariamente politico e negoziale dovrà esserne il processo di formazione.
Di qui, oggi e domani, altri due giorni di lavoro e di trattative con i partiti prima di presentare la lista. Un allungamento dei tempi? Napolitano, già irritato per il toto-ministri prima dell'incarico, tanto da precisare con una nota ufficiale che il Quirinale non vi prendeva parte, ha negato che sia così. E ha spiegato che non era realistico immaginare che il governo potesse nascere in due ore e nella stessa sera dell'incarico. Ha inoltre voluto ricordare in termini drammatici i dati dell' emergenza, a partire da quei duecento miliardi di titoli di Stato da rinnovare di qui ad aprile.
Così il tentativo di Monti va avanti e non ha alternative. Ma da tutto quel che é stato detto, e dall'insieme dei tre interventi di ieri di Berlusconi, Monti e Napolitano, si ricava che incontra anche qualche difficoltà. Nulla che possa impedirne la nascita, ma qualcosa che necessariamente interverrà sul carattere e sull'identità del nuovo esecutivo. Sarà anche per questo che l'incaricato, mentre è stato estremamente preciso sui compiti e sugli obiettivi del governo che si accinge a formare, non è entrato nel merito della durata e ha parlato dei nomi che circolano dei probabili ministri come frutto di fantasia. Segno che almeno su questo terreno la trattativa è ancora tutta da fare.
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