mercoledì 2 marzo 2011

Rinnovabili: spendi 1 incassi 2

imagesLa bozza di decreto legislativo sulle rinnovabili in discussione in queste ore imporrebbe (nella versione stilata dal ministero dello Sviluppo economico) tre stop. Il primo è al fotovotaico, che assicura lavoro, direttamente o indirettamente, a 120 mila persone. Il secondo è all’eolico, che è la fonte energetica più utilizzata in Europa per i nuovi impianti di produzione elettrica. Il terzo è alle agroenergie che possono dare all’Italia benefici fino a 20 miliardi di euro nei prossimi trent’anni. Quest’ultimo dato emerge da una ricerca dell’Osservatorio Agroenergia commissionata da Confagricoltura ed EnergEtica per la mostra convegno sull’agroenergia a Tortona.
Alessandro Marangoni, amministratore delegato della società di ricerca Althesys, ha calcolato che in uno scenario del settore accelerato ma credibile si arriverà, nell’arco di 10 anni, a realizzare impianti per 4.860 megawatt che genereranno nell’arco della loro vita circa 20 miliardi di euro di vantaggi economici per il sistema paese. Ecco il calcolo nel dettaglio (l’analisi è sui 30 anni). Sul fronte delle spese vanno conteggiati 6,6 miliardi di euro di incentivi e 0,2 miliardi per i miglioramenti della rete elettrica. Sul fronte dei ricavi ci sono: 6,6 miliardi di retribuzioni; 14,2 miliardi di costi evitati per l’emissione di anidride carbonica (alle quotazioni attuali); 0,2 miliardi di costi evitati per altre emissioni inquinanti; 3,1 miliardi di crescita dell’indotto; 1,3 miliardi di costi di smaltimento evitati; 1,2 miliardi di riduzione del rischio di approvvigionamento energetico (il premio assicurativo necessario a coprire il rischio derivante da una possibile mancanza di combustibile).
“Dallo studio si ricava che gli incentivi che occorrono per far decollare questo nuovo settore hanno un effetto moltiplicatore che li ripaga da 2 a 3 volte”, osserva Piero Mattirolo, amministratore delegato di EnergEtica, la società che promuove e organizza la Mostra Convegno Agroenergia. “I dati ci confermano che biomasse, biogas, biocarburanti e fotovoltaico agricolo danno una grossa mano all’agricoltura, riducono la dipendenza dal petrolio e sono un buon affare per l’Italia”.

Nessun commento:

Posta un commento