sabato 8 gennaio 2011

Ancora troppo 'nero'
il lavoro in Basilicata
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di ANTONELLA INCISO 
Gli sforzi ci sono stati, ma la piaga resta. E pesa anche non poco sul sistema economico e produttivo lucano. Il 38 per cento delle imprese lucane è irregolare. Il che significa che la gran parte dei lavoratori o sono in nero o hanno contratti che non rispettano la realtà. È il quadro che emerge dal secondo studio della Uil sul lavoro sommerso in Italia e che ha riguardato anche la Bas ilicata. In particolare, secondo quanto emerso dall’indagine, sono 1.984 i lavoratori lucani risultati irregolari nelle 4.787 aziende ispezionate dal 2006 al 2010 (un campione pari al 7,7 per cento del totale). Di questi il 43,7 per cento (pari a 867 lavoratori), sono completamente «in nero.

Alta è la percentuale di aziende irregolari sul totale di quelle ispezionate: il 38,1 per cento per un totale di 1.825 aziende. Se, però, i dati si scorporano a livello provinciale viene fuori come in questo quadro a primeggiare sia Potenza: con 2.462 aziende ispezionate (pari al 6,1 per cento del totale) di cui 980 risultate irregolari (con una percentuale del 39,8 per cento). Sul fronte degli addetti: 1.038 sono i lavoratori irregolari e 501 gli addetti «in nero» (con una percentuale del 48,3).
Leggermente migliore, invece, la situazione nel Materano dove sono state ispezionate 2.325 aziende (pari al 10,1 per cento del totale) di cui 845 risultate irregolari (pari al 36,3 per cento) con 946 lavoratori irregolari, di cui 366 «in nero” (38,7 per cento). Insomma, dati che fanno pensare, che confermano come in Basilicata l’economia sommersa sia una parte del fatturato di alcune aziende e soprattutto che evidenziano la necessità di interventi.

Come sostiene il segretario regionale della Uil, Carmine Vaccaro. «L’emergenza lavoro in Basilicata richiede azioni straordinarie ben coordinate a quello ordinarie - precisa Vaccaro - Ma dopo i dati Istat con il primato del tasso di disoccupazione, nella nostra regione pari al 13,6 per cento, il più alto in assoluto, a fronte della media nazionale del 7,6 per cento, non ci sono più alibi per rinviare interventi e politiche attive a favore di nuova occupazione. E i dati dell’Inps sulla cassa integrazione, a dicembre 2010, in attesa di conoscere i dettagli regionali e territoriali, seppur complessivamente in discesa negli ultimi quattro mesi, evidenziano un dato da non sottovalutare: una ripartenza delle ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria che, se confermata nei prossimi mesi, indicherebbe il permanere di difficoltà di parte del sistema industriale».

Fonte: la gazzetta del mezzogiorno

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