Il futuro del Paese dipende dalle decisioni di un gruppo di deputati semisconosciuti. Per ottenere la fiducia il premier li blandisce promettendo poltrone e ricandidature. E loro non sanno ancora che fare.
Le sorti del Governo sono in mano a un pugno di deputati. Alcuni dei quali fino a pochi giorni fa sconosciuti ai più. Come i due dell'Idv Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, quest'ultimo ora alleato di Bruno Cesario e Massimo Calearo nel Movimento di responsabilità. La nuova formazione non sembra avere le idee chiare, visto che i tre protagonisti voteranno uno per la fiducia, uno per l'astensione e uno per la sfiducia. C'è poi Paolo Guzzanti, orientato alla sfiducia ma in attesa di un "segnale chiaro da Berlusconi" (ascolta l'audio). Il premier, pur di raccogliere un voto in più, questa mattina ha degnato il partito Liberale, di cui Guzzanti è l'unico esponente, di una citazione nel suo discorso al Senato. Basterà a convincere l'autore di Mignottocrazia? Infine la pattuglia di Fli, con Giampiero Catone pronto a sostenere Berlusconi (video di David Perluigi) e le "colombe" Moffa e Siliquini che hanno trascinato il partito di Fini a un nuovo tentativo di mediazione. Il pallottoliere della fiducia segna 312 voti, contro i 311 della sfiducia. Ma il dato cambia in continuazione. E dopo il discorso di stamattina (leggi l'articolo) Silvio Berlusconi alle 19 interverrà alla Camera. Dove la situazione è più che mai incerta di Davide Vecchi
Fonte : Il fatto quotidiano
Fonte : Il fatto quotidiano
Nessun commento:
Posta un commento