| di MARCELLO SORGI | |
| Se perfino un uomo cauto e solitamente silenzioso come Gianni Letta ha definito quelle che stiamo vivendo «giornate incerte, affannose e amare», vuol dire che la situazione è davvero al livello di guardia. E lo spettacolo che si sta consumando alla Camera non è neppure l’aspetto più grave di ciò che sta accadendo, pur restando il più drammatico. Da mesi, in realtà, il Paese è senza governo. E non perché i ministri abbiamo smesso di lavorare, ma perché la particolare forma di governo introdotta da Berlusconi, con un capo assoluto che decide su tutto, ha bisogno, appunto, che il capo sia in perfetta efficienza e si dedichi a pieno tempo alle urgenze del suo ufficio. Non a caso c’era un tempo in cui il presidente del Consiglio mostrava a tutti la sua scrivania sepolta di dossier da studiare a notte fonda. Vero o falso che fosse, questo metodo di lavoro è stato archiviato. E non, come malignano i più cattivi tra gli amici e i nemici del premier, a favore della stagione delle feste e delle serate del «bunga bunga». Berlusconi in effetti ha finito di governare dal 13 gennaio in cui la Corte Costituzionale, cancellando in parte il legittimo impedimento, lo ha rimesso nei panni del plurimputato. Da quel giorno l’uomo non è più lo stesso. Dedica alla sua ossessione giudiziaria - che nasce, va riconosciuto, anche da un particolare accanimento dei magistrati nei suoi confronti - tutto il suo tempo; trascorre intere giornate, e a volte nottate, con gli avvocati, studia e ristudia le carte; passa continuamente da stati di disperazione in cui impreca contro i giudici, a stati di eccitazione in cui scherza e racconta barzellette. Malauguratamente questo accade nel momento in cui l’Italia è teatro di una grave crisi internazionale, di un’invasione di immigrati clandestini tra le più gravi mai viste, di un peggioramento della situazione economica che renderà necessaria una nuova manovra sui conti pubblici, e di una campagna elettorale per il governo di molte importanti metropoli, che certo non contribuisce a rasserenare il clima. Sottoposto com’è allo stress giudiziario, Berlusconi, anche se vorrebbe, non riesce a occuparsi di nessuno di questi problemi. Ci prova, quando ci prova, saltuariamente, con risultati molto al di sotto del suo standard, come s’è visto di recente a Lampedusa, e con effetti disastrosi, com’è accaduto con la minaccia di uscire dall’Europa, purtroppo reiterata dal ministro Maroni, e corretta ieri in extremis da un Bossi a sorpresa non più euroscettico, e dal ministro degli Esteri Frattini atterrato a Bruxelles proprio per far pace con i rappresentanti dell’Unione. Malgrado le toppe si rivelino spesso peggiori dei buchi, la confusione continua a salire. Tra gli articoli della Costituzione letti ieri in aula a Montecitorio, D’Alema, presentandolo come «un auspicio», ha incluso quello che consente al Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere. Ma le probabilità che un evento del genere si avveri sono minime. D’Alema è il primo a sapere che Berlusconi vuole andare avanti a qualsiasi costo. E purtroppo andrà avanti così. Fonte :" La stampa" | |
.."quando dò da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista…”.Helder Camara
mercoledì 13 aprile 2011
Il rischio della paralisi.
I Comuni che non depurano le acque non possono chiedere il pagamento della tariffa.
comuni che non hanno impianti di depurazione dell’acqua non possono chiedere il pagamento della tariffa richiesta per quel tipo di servizio. Lo ha stabilito la Cassazione (sentenza 8318/11) decidendo su un ricorso presentato contro il comune di Milano, accogliendo il ricorso della Fondazione Irccs Istituto Nazionale Tumori che chiedeva che fosse accertata l’illegittimità della tariffa per il canone di depurazione richiesta dal comune per il periodo 4 ottobre- 31 dicembre 2000 in assenza del servizio.
Il caso
Sia il Tribunale (aprile 2004), sia la Corte d’appello di Milano (giugno 2008) avevano interpretato l’art. 14 della legge 36/94 sostenendo che vi fosse l’obbligo di pagamento del corrispettivo per la depurazione delle acque anche in assenza di un qualsiasi servizio di depurazione. A giudizio della Cassazione, invece, «a fronte del pagamento della tariffa, l’utente riceve un complesso di prestazioni consistenti, sia nella somministrazione della risorsa idrica, sia nella fornitura dei servizi di fognatura e depurazione». La tariffa non è atto autoritativo direttamente incidente sul patrimonio dell’utente, bensì nel contratto di utenza e se il servizio non esiste non va pagato.
Fonte :"la stampa"
Fonte :"la stampa"
E' ora di fermare il partito dei giudici!
Oggi alla Camera c’è la partita che vale la stagione. Si vota per approvare la prescrizione breve agli incensurati, ma sarebbe riduttivo vederla solo così. Si vota per ripristinare l’autonomia del potere legislativo da quello giudiziario. Si vota per dire che finalmente nessuno si farà più intimidire dalle scorribande nella politica. Sì vota per decretare il fallimento del patto occulto tra Fini e la magistratura per disarcionare Berlusconi e il suo governo. Si vota per dimostrare che in democrazia comandano le maggioranze elette, non le lobby, le caste, i giornali, i santoni. E si vota anche per Silvio Berlusconi. E perché no? Non c’è il male nel fatto che una maggioranza difenda il suo leader dalla più spudorata e violenta aggressione giudiziaria della storia. Le opposizioni hanno fatto ieri e faranno oggi ostruzionismo leggendo in aula articoli della Costituzione, come atto estremo e solenne di difesa del Paese. Certo che al ridicolo non c’è limite.
D’Alema e Bersani martiri di chi? Della prescrizione breve, norma già in vigore in tutti i Paesi occidentali? La sinistra sta giocando sulla pelle della gente. La realtà è che, a fronte di una norma di civiltà, rischiano di saltare lo 0,2 per cento dei processi penali, nulla in confronto ai procedimenti che vanno già ora in prescrizione per la lentezza e l’incapacità di certi magistrati. Bersani e D’Alema laCostituzione dovrebbero leggerla sì, ma all’articolo che sancisce la libertà e la segretezza delle comunicazioni private tra cittadini, quello violato dalle intercettazioni telefoniche selvagge ordinate dalle procure per spiare la vita degli italiani. Dovrebbero leggerla, loro e Fini, nelle parti che stabiliscono l’autonomia e l’indipendenza del potere legislativo da quello giudiziario. Ma, soprattutto, mi chiedo che senso abbia che ex comunisti sventolino la Costituzione come se fosse cosa loro.
Per quarant’anni ne hanno tradito l’essenza, complottando occultamente contro l’Occidente, e quindi l’Italia, assieme (e finanziati) all’alleato Unione Sovietica. Se oggi siamo una democrazia è perché questi signori hanno perso e altri, in nome della Costituzione, hanno vinto. Cari compagni, la Costituzione non è il Libretto Rosso di Mao. Addirittura, come previsto da chi l’ha scritta, la si può cambiare. Che piaccia o no a voi, a Di Pietro e ai magistrati.
Da " Il giornale"
Di A. Sallustio
D’Alema e Bersani martiri di chi? Della prescrizione breve, norma già in vigore in tutti i Paesi occidentali? La sinistra sta giocando sulla pelle della gente. La realtà è che, a fronte di una norma di civiltà, rischiano di saltare lo 0,2 per cento dei processi penali, nulla in confronto ai procedimenti che vanno già ora in prescrizione per la lentezza e l’incapacità di certi magistrati. Bersani e D’Alema laCostituzione dovrebbero leggerla sì, ma all’articolo che sancisce la libertà e la segretezza delle comunicazioni private tra cittadini, quello violato dalle intercettazioni telefoniche selvagge ordinate dalle procure per spiare la vita degli italiani. Dovrebbero leggerla, loro e Fini, nelle parti che stabiliscono l’autonomia e l’indipendenza del potere legislativo da quello giudiziario. Ma, soprattutto, mi chiedo che senso abbia che ex comunisti sventolino la Costituzione come se fosse cosa loro.
Per quarant’anni ne hanno tradito l’essenza, complottando occultamente contro l’Occidente, e quindi l’Italia, assieme (e finanziati) all’alleato Unione Sovietica. Se oggi siamo una democrazia è perché questi signori hanno perso e altri, in nome della Costituzione, hanno vinto. Cari compagni, la Costituzione non è il Libretto Rosso di Mao. Addirittura, come previsto da chi l’ha scritta, la si può cambiare. Che piaccia o no a voi, a Di Pietro e ai magistrati.
Da " Il giornale"
Di A. Sallustio
martedì 12 aprile 2011
Lettera di Rosario Picolla a Gino Battafarano
Caro Gino,
questo non è un intervento destinato alla carta stampata: sono operazioni che lascio fare a voi politici.
A differenza di un passato da considerarsi ormai remoto, mai come questa volta ti scrivo in qualità di cittadino di sinistra, equidistante sia da te che dal PD novasirese: o meglio, al di fuori del duopolio che volete rappresentare nell’ambito della (pseudo o veritiera) sinistra locale.
Ti sorprende scoprire che c’è qualcuno che non si riconosce ideologicamente (se di ideologia si può parlare) in nessuno di tutt’e due?
Eppure è così, e lo dico anche a beneficio di chi, ingenuamente o in mala fede, ritiene che bisogna prendere per forza una posizione precisa in favore, o contro, di uno dei due litiganti: questa, infatti, non è ignavia.
Nel tuo articolo, intanto, ci sono molti spunti su cui riflettere.
Comincio col dirti di essere d’accordo con te, per quanto riguarda l’analisi condotta in riferimento a maggioranza e opposizione.
Niente da eccepire quando affermi che l’amministrazione Santarcangelo “continua a non governare, si vede costretta a dover periodicamente correre ai ripari per fronteggiare richieste di poltrone e spettanti compensi, è evidente a tutti la frattura della maggioranza che dimostra come le squadre fatte per vincere non sono funzionali ai cittadini ma solo agli strateghi che le hanno assemblate”.
Questo ormai è un dato di fatto, cui mi sembra inutile aggiungere altro.
Sono della tua stessa opinione anche quando parli dell’opposizione, affermando che “il PD, invece, ancora una volta auto referenziato e solitario, dichiara di avere già il candidato sindaco”.
Ecco, sulla base di tale pensiero, mi sarei aspettato tutt’altra riflessione: invece, hai cominciato ad inanellare una serie di autogoal allucinanti…un po’ come, a proposito di metafore calcistiche, l’Inter di qualche settimana fa: dopo aver iniziato la partita in vantaggio contro lo Schalke 04, finisce per perdere 2-5.
“Il clima politico novasirese ritorna rovente, ma come al solito non per diversità di vedute strategiche su grandi opere o progetti”.
Il tuo intervento, invece, cosa ci vuole proporre a livello di “vedute strategiche su grandi opere e progetti”?
Propone poco,o nulla..il tutto sintetizzabile così:
1-Le due fazioni, che rappresentano il bipolarismo a Novasiri, hanno demolito qualsiasi crescita politica individuale a partire dal 1980.
A supporto delle tue argomentazioni, citi casi come Enzo Favale, Laddomata, D’Armento, Pavese, Stricagnoli e, a ruota, te stesso, Vassallo, Montagna.
2-Concludi dicendo che tutti noi dovremmo avere uno scatto d’orgoglio e di coraggio “nell’inseguire quel sogno di indipendenza politica che ci liberi a Nova Siri dal duopolio PD – PdL e ponga davvero le basi per un confronto serio fatto di lavoro per risolvere i problemi veri dei nostri concittadini”.
Questione 1.
Cominciamo col dire,tanto per essere chiari, che il duopolio politico a cui fai riferimento è quello dell’area gravitante attorno agli attuali Senatori: Chiurazzi-Latronico.
E’ abbastanza strumentale alla tua logica la visione per la quale inserisci tutti quei nomi in un unico calderone: ma storicamente, forse non sempre veritiera.
Quelli che OGGI sono PD e PDL, ieri erano la parte sinistra e la parte destra della DC e, con gli anni, sono diventati la Margherita e Forza Italia.
Mi soffermerò solo sull’area di centro-sinistra; del centro-destra non mi interessa molto, francamente.
Enzo Favale, Pavese, Stricagnoli, Battafarano, Vassallo, Montagna…tutta gente a cui, causa DC-Margherita-PD (a seconda dei periodi storici), è stata impedita una crescita politica?
Una ricostruzione storica minuziosa andrebbe troppo oltre ciò di cui si vuole discutere.
Innanzitutto il PD nasce nel 2008, quindi, come detto, il Sen.Carlo Chiurazzi al massimo, precedentemente a quella data, poteva controllare l’area centrista della Margherita; non certo altri partiti: è per questo motivo che trovo fuori luogo ricomprendere in un’azione di “demolizione politica”, da parte degli attuali dirigenti PD (chi poi, se non Chiurazzi e Accettura, non citati espressamente!?) Enzo Favale, il quale inizialmente aderì al PCI, per poi dichiararsi Socialista, fino ad entrare nei Verdi.
Il momento in cui entrò in una logica di coalizione con i partiti che in seguito confluiranno nel PD, fu in occasione delle elezioni del 1999: Enzo aveva l’ambizione di candidarsi come capolista, ma gli altri partiti non furono d’accordo e lui accettò di fare un passo indietro.
Anti-democraticità, demolizione…oppure soltanto una normale dialettica democratica tra partiti!?
Ti voglio rivelare anche che nel 2003, appena prima della questione “scorie nucleari”, Enzo formalizzò il suo avvicinamento (già avvenuto nella sostanza) con la Margherita,tesserandosi.
Non solo. Data la crisi di quella maggioranza di centro-sinistra – esemplificata dallo scontro tra Enzo Favale, Margherita e parte maggioritaria dei DS da una parte; Pino Battafarano e Pavese, (insieme a Stricagnoli e altri personaggi di minor rilievo) dall’altra – e sapendo degli inciuci che si stavano consumando tra questi ultimi nomi citati e l’attuale Sindaco e l’attuale Senatore PDL, il nostro caro Enzo era già ben visto da molti, tra le file della Margherita, in qualità di eventuale leader da proporre alle elezioni 2004. Ti sorprende?
Invece è così: purtroppo i gravi problemi di salute lo costrinsero ad uscire fuori dai giochi…e nei giochi entrò, a quel punto, Tonino Accettura, rimasto fuori dalla politica sin dall’esaurimento dell’esperienza amministrativa rotondellese come Sindaco (quindi, è da escludere un suo coinvolgimento diretto in vicende politiche novasiresi anteriori al 2003).
Pavese demolito? I 15 anni di immobilismo che tu rinfacci a Pasquale Favale, non sono niente di fronte ai 12 anni di Pavese, interamente vissuti all’interno delle varie giunte comunali, senza alcuna soluzione di continuità!
Non mi risulta che Pavese sia mai entrato nel PD per essere distrutto da Chiurazzi e Accettura, e da DS si scontrò, insieme all’ex Sindaco Battafarano e Stricagnoli, con la parte maggioritaria di quel partito (di cui hai fatto parte)…mi vengono in mente persone come Massimo Varasano, Nicola Battafarano, Egidio Chiurazzi: normale dialettica interna ai DS…non mi pare che sia intervenuto il Sen.Chiurazzi, dalla Margherita, per demolire chicchessia!!
A questo proposito, vorrei chiamare in causa Siddartha, evidentemente profondo conoscitore delle trame politiche e amministrative di quegli anni: perchè, caro Siddartha, non fai luce sul “threesome” tra Enzo Favale, Pino Battafarano ed Enzo Pavese (il primo VS il secondo e il terzo), in modo tale che si comprenda UNA VOLTA PER TUTTE (o per sempre, come la pubblicità dei diamanti) la dinamica della spaccatura del centro-sinistra novasirese del 2003!?
Capire quella dinamica vuol dire cogliere sia il motivo per il quale Pino Battafarano non venne riproposto alle elezioni successive, sia il perchè Pavese (con Stricagnoli e altri) passarono dall’altra parte…non certo per aver subito demolizioni: anzi, viene il forte dubbio che siano stati proprio questi personaggi (Pavese e Battafarano in primis) i principali responsabili della demolizione – ora si che se ne può finalmente fare un uso appropriato del termine – di QUEL centrosinistra!
A proposito di Stricagnoli… non credo abbia subito qualche danno alla sua immagine politica: a parte le vicende appena descritte, nel 1995 fu scelto come capolista di un’alleanza facente riferimento all’area Chiurazziana (lista Torre?). Demolizione? Ancora una volta,no.
Arriviamo all’attualità.
Quando citi quella che io definisco (senza polemica) “corrente PD minoritaria”, formata da te, Vassallo e Montagna, finalmente azzecchi l’acuto, dopo varie stecche.
Non senza dovute precisazioni da fare.
Parlo di te, Gino Battafarano, in quanto leader della corrente PD minoritaria e ora di SEL.
Sul blog qualche tempo fa ti ho citato,non so se hai letto: avevo scritto che tu sei stato l’unico esempio positivo (insieme all’attuale Giuseppe Chiurazzi) di volto nuovo all’interno del Partito Democratico, il quale si stava costruendo un percorso politico: hai contribuito a portare i DS di Nova Siri nel PD, hai partecipato a delle primarie (non quelle per il candidato sindaco, intendo le prime proprio)….e ti hanno fatto credere che sulla tua persona poteva confluire l’appoggio della maggioranza del partito: così non è stato. Da lì in avanti si è sviluppato il tuo risentimento nei loro confronti.
Ma si può parlare, ancora una volta, di demolizione? Oppure anche in questo caso si è trattato di una dialettica interna al partito?
Il PD, nella maggioranza dei suoi voti espressi alle primarie del 2009, ha scelto Pasquale Favale come capolista…c’è poco da fare…
Lo sbaglio è stato quello di non valorizzare il tuo percorso politico, di non avere avuto il coraggio del cambiamento, del nuovo che avanza e che chiede più spazi di partecipazione…
E per far ciò, l’allora dirigenza PD avrebbe dovuto o puntare dritto su di te, senza le primarie… oppure…non candidare Pasquale Favale…? Non saprei…
Non voglio troppo facilmente dire che il popolo democratico avrebbe dovuto preferire te, ma la democrazia ha fatto la sua parte e ha selezionato un altro candidato..
Insomma, mettila come vuoi.. Per me l’errore sta a monte.
Errore nella mancanza di coraggio del PD, quindi, nel non portare a compimento il tuo percorso.
Con questo ci colleghiamo alla parte 2.
Questione 2.
Sarebbe la tua “pars costruens”.
La visione secondo cui bisognerebbe rendersi indipendenti dal duopolio, lascia un po’ a desiderare.
Non tanto per la voglia di uscire dagli schemi del bipolarismo novasirese (che comunque risulta essere un’idea quanto meno slegata dalla realtà), piuttosto per la strategia che si legge tra le righe: aggregare tutti gli scontenti…patate, prezzemolo, cipolle, carote… In questo caso, Giuseppe D’armento (scusami Giuseppe, non voglio paragonarti a un ortaggio).
Quanto può essere lungimirante un progetto del genere?
Abbiamo potuto notare l’esperienza “civica” che ci governa da 10 anni: tanto civica, quanto una roccia che dimostra di saper pensare e camminare.
Il “civismo” (riferito alla lista, non come valore del vivere in società) sai benissimo che era, ed è tuttora, soltanto uno specchietto per le allodole, per convincere alcuni ad aderire a “brodo popolare”, ingannando innanzitutto tutti coloro i quali credevano seriamente di avviare un percorso civico e liberale, con la possibilità di continuare a militare nei partiti di appartenenza: il risultato fu che, di conseguenza, tanti elettori furono ingannati. Inoltre, Latronico potè rinascere dalle sue ceneri, come l’Araba Fenice: l’eventualità di candidarsi sindaco, dopo essere caduto a bassa fortuna, sarebbe stata una sconfitta a priori…e tutti sappiamo che inizialmente le trattative furono condotte da lui in persona…ora Latronico siede al Senato della Repubblica Italiana.
Come cambiano i tempi!
Ultimo, e clamoroso risultato, fu che Pavese (lui in primis, ma anche altri “ex compagni dei DS”) potè entrare in una lista che, formalmente si proclamava civica, sostanzialmente era, ed è, di centro-destra. Con buona pace delle sue violente invettive contro Comunione e Liberazione: considerata, anni orsono, un cancro da estirpare…peccato che il cancro è andato in metastasi e ha colpito anche lui (politicamente parlando; per la salute, gli auguro altri 100 anni).
Come cambiano i tempi!
A parte questo breve excursus, cosa avresti dovuto proporre, a mio modesto parere, invece di questa nuova “spaghettata allo scoglio”?
Affermando che il PD ha già il suo candidato sindaco, di nuovo Favale, questa volta non legittimato da alcun voto popolare (mi riferisco alle primarie), avresti dovuto innanzitutto rilanciare la tua azione politica nel senso di costituire una base di partenza per un nuovo progetto, insieme proprio all’opposizione: i tuoi alleati naturali.
Creare una piattaforma su cui discutere di idee concrete, cercare di riunire ciò che è sparso nella sinistra novasirese, proporre un dialogo con le altre forze che potrebbero aderire a un progetto alternativo alla maggioranza attuale, dialogare con le organizzazioni di società civile, dato che tu stesso ne sei stato presidente (Avis…ricordo bene?).
Cercare un avvicinamento con il Partito Democratico avrebbe avuto, sia in caso di risultato negativo, che positivo, un effetto utile per TE:
-esito positivo: avresti avuto il merito di aver rilanciato, DA PROTAGONISTA quasi assoluto (dato il letargo altrui), un’alleanza di centrosinistra novasirese tutta nuova, in grado di porre le basi per sfidare adeguatamente il futuro centro-destra post-santarcangelo e di recuperare simpatie da gente che non si riconosce nel PD, ma che vorrebbe comunque mandare a casa quest’amministrazione, con la prospettiva di VINCERE (non con quella di far perdere).
-esito negativo: e qui ci sarebbe da divertirsi. Mi spiego meglio.
Quando chiedo a qualche dirigente del PD come mai non prova a dialogare con le altre forze di centro-sinistra, sai qual è la risposta che ricevo? Questa: “e con chi dovremmo allearci!?!”.
Io lo trovo un modo pessimo e arrogante di trattare il problema, non credi?
Allora, semplicemente, nell’atto di incalzare l’immobile PD verso un’idea nuova di futuro politico per Nova Siri, magari proponendo delle primarie di coalizione tra te, loro e, chissà, un Laddomata per esempio, sarebbe stato interessante sentire una risposta.
In caso di accettazione, avremmo assistito a un atto di responsabilità politica incredibile da parte del PD stesso, con annessa nuova occasione di esercizio della democrazia diretta e partecipativa: se si sentono così forti, perché non sfidarli sul terreno delle primarie, dato che sono stati proprio loro a portarle in Italia, nonché a Nova Siri???
Dubitiamo fortemente che il PD accetti primarie di coalizione: ma quale soddisfazione averli provocati in questo modo?
Perché, di fronte a un loro rifiuto di eventuali primarie, o anche solo di un dialogo in prospettiva, li avresti messi con le spalle contro il muro, caro Gino: allora si che ci sarebbe stata la possibilità, e l’opportunità, di metterli di fronte alle loro responsabilità e di dire: benissimo, non volete il dialogo? Vuol dire che vi siete incancreniti ancora di più nella vostra logica autarchica e autoreferenziale: è questo il motivo per il quale perderete anche le prossime elezioni, cari democratici di Nova Siri. In quel caso, ti avrei dato ragione con tanto di punto esclamativo!!!
Incredibilmente, hai preferito ancora una volta fare la parte della vittima.
Io pensavo che potessi seriamente dare una sterzata, invece sei mancato all’appello.
Lucidissimo è stato Cristiano, blogger con il quale hai più volte dimostrato un’amorosa corrispondenza di vedute, quando in un suo post (quello diviso in 4 parti) rimprovera Favale così:
“Perché […] non si ha l’onestà politica di sviluppare, approfondire la giusta analisi politica , la giusta riflessione, e di mettere, conseguentemente, in piedi idonee ed efficaci iniziative politiche per progettare, costruire un percorso politico nuovo ( se ci sono le condizioni) a Nova Siri ? […]Perché distruggere se si può costruire ?”
Su questo avresti dovuto insistere e girare il coltello nella piaga, caro Gino.
Non l’hai fatto tu, l’ha fatto Cristiano, un blogger. Lo facciamo noi blogger: ecco perché io non posso riconoscermi né in te, né nel Partito Democratico di Nova Siri.
Non date alcuna speranza di pacificazione e riunificazione del centro-sinistra, conseguentemente non fornite alcuna speranza di vittoria: e questo non per una diversità di vedute politiche…bensì per antipatie personali!
Ci sarebbe quanto meno da riflettere sull’adeguatezza di una classe dirigente, di partiti diversi ma prossimi (PD e SEL), che non dialoga unicamente per questo motivo e che, quindi, non sappia guardare oltre il proprio naso!
Eppure Nichi continuamente sollecita il PD, a livello nazionale!
Voi politici di Nova Siri giocate o a fare i comunicati stampa, o al “chi se la tira di più”: il risultato è che da tutta questa vicenda si deduce che D’armento abbia fatto opposizione al suo Sindaco, Favale a D’armento…e tu a Favale!!!
Credo che con questo intervento abbia tentato di suicidarti politicamente.
Io, e altri, speriamo vivamente che tu non continui lungo su questa direzione… speriamo vivamente (e non scherzo) che tu possa cambiare strada e farlo in nome di una rinascita del centro-sinistra e in nome di tanta gente di Nova Siri che vorrebbe il meglio per il suo paese….e non il meno peggio!
Con questo ti saluto e ti invito per un futuro caffè/amaro.
Attendo una tua risposta che, bada bene, non devi dare per forza a me, in quanto blogger, bensì al popolo di centro-sinistra (e chissà, anche a quegli scontenti di destra che potresti recuperare).
Cari Saluti!
Rosario Picolla
L'Italia, l'Europa e la "Questione Tunisina"
Ci sono poche cose più controproducenti che pensare di uscire dall'Europa e dirlo a Lussemburgo dopo aver presentato una proposta sapendo che non sarebbe stata mai accolta perché non c’erano i presupposti legali oltre che politici.
Però ce ne sono.
C’è credere che Maroni e Berlusconi lo vogliano fare sul serio.
C’è il non capire che si tratta di un gioco di politica interna di una maggioranza debole che cerca consensi.
C’è il pensare che senza un euro che ci salvi nonostante il debito al 120 per cento del pil e la crescita che è la metà dell’Ue, senza fondi comunitari, senza politica agricola, senza mercato unico, senza progetti di ricerca coordinati, si possa avere senso nel mondo globale.
Sulla questione tunisina, l’Italia si è messa nell’angolo da sola, lo ha fatto in modo tale che nessuno ha alzato un dito per di tirarla fuori. Gli altri partner – che sono tutti preoccupati come noi di non tenersi in casa i tunisini e come noi faranno di tutto perché questo non accada - sono stufi delle nostre lamentele. Si aspettano che un Grande Paese dialoghi e costruisca. Non che passi tutto il tempo a protestare per un problema che, sia chiaro, è completante reale, anche se non di proporzioni bibliche. A fine anni Novanta accogliemmo 80 mila albanesi senza battere ciglio.
Si potrebbe scrive per anni, ma nessuno leggerebbe troppe parole. Nessuno in Europa ha la coscienza veramente pulita in questa storia ma noi dobbiamo guardare al nostro operato prima di tutto. Dice il saggio che “dove vai è come ci arrivi”. Sacrosante parole. Come quelle pronunciate al Congresso dc del 1973, da Lorenzo Natali, un grande europeista.
«Non si può pretendere di fare l’Europa unicamente come la vorremmo noi. Bisogna invece partecipare alla sua costruzione con insistenza ma dall’interno, perché essa di indirizzi sulla linea che noi stessi suggeriamo».
Questa è la formula. Tutto il resto è casino.
Volete saperne di più?
Ecco cosa è successo ieri. E’ un reseconto ufficiale della Commissione. Ma non viola la verità in nessun punto.
In apertura, la Commissaria europea agli Affari Interni Cecilia Malmström ha riferito ai Ministri degli Affari Interni dei 27 Paesi UE sulla sua visita in Tunisia ed Egitto, ha sottolineato la gravità della situazione e l'importanza dei flussi migratori.
Haricordato le iniziative proposte il 5 aprile:
i) la necessità di rafforzare "HERMES", la missione di Frontex (l'Agenzia UE per le Frontiere esterne) nel Mediterraneo;
ii) continuare altre operazioni comuni come "POSEIDON";
iii) aumentare rapidamente la capacità di Frontex ;
iv) accelerare negoziati di Frontex nella regione, in particolare con le autorità tunisine; v) aiutare le autorità tunisine a gestire meglio la migrazione;
vi) garantire un effettivo rimpatrio degli immigrati clandestini.
Pergestire l'afflusso di profughi dalla Libia occorre:
i) un livello adeguato di finanziamenti per l'assistenza umanitaria;
ii) un rimpatrio nel tempo;
iii) mostrare solidarietà con gli Stati membri più colpiti – Italia e Malta;
iv) identificare un finanziamento aggiuntivo;
v) di condizionalità degli aiuti ai paesi del Nord Africa, chiedendo la loro collaborazione e una migliore sorveglianza delle frontiere.
La Commissaria europea all'aiuto umanitario Kristalina Georgieva ha riferito sulle operazioni umanitarie. Anche lei aveva visitato la regione nei primi giorni della crisi. La Commissione europea ha stanziato oltre 30 milioni di euro in questo settore per gestire gli effetti della situazione in Libia. L'azioneeuropea ha dimostrato il valore aggiunto di un'azione coordinata. La situazione dimostra che l'Europa deve essere in grado di gestire più di una crisi alla volta.
I Ministri di Italia e Malta sono intervenuti sulla situazione nel Mediterraneo, in particolare sull'immigrazione dalla Tunisia e le misure intraprese a livello nazionale. Sono seguiti diversi interventi di molti Paesi.
I punti trattati sono stati:
i) la necessità di distinguere i migranti per ragioni economiche da quelli in fuga da una guerra civile. Per i primi la soluzione proposta da è il rimpatrio (posizione sostenuta da 12 Stati); per i secondi l'UE deve fornire protezione;
ii) Alcuni Paesi hanno sottolineato la necessità di non dare falsi segnali che incoraggino l'immigrazione per prevenire il crimine organizzato e la tratta degli esseri umani;
iii) il principio dell'aiuto condizionato allo sviluppo;
iv) il bisogno di aiutare le nuove democrazie per evitare nuovi flussi.
Molti Paesi si sono pronunciati contro l'attivazione della Direttiva sulla protezione temporanea.
In conclusione, la Commissaria Malmström ha sottolineato il largo sostegno alle proposte della Commissione, per poter negoziare con i Paesi terzi nella regione. Le Conclusioni sono state approvate con 26 voti a favore e un'astensione (Italia) per il mancato inserimento del principio di "riallocazione" sul caso degli immigrati tunisini.
***
Oggi il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso è in visita in Tunisia. Il Presidente sosterrà chi è impegnato nel processo di riforma nel Paese sui temi della democrazia, dei diritti umani, la lotta contro la corruzione, la società civile, i giovani, la mobilità, le riforme economiche per la creazione di occupazione, le PMI, i legami commerciali con l'UE. La Banca europea per gli Investimenti sostiene questo processo.
Dalla "Stampa".
Ci sono poche cose più controproducenti che pensare di uscire dall'Europa e dirlo a Lussemburgo dopo aver presentato una proposta sapendo che non sarebbe stata mai accolta perché non c’erano i presupposti legali oltre che politici.
Però ce ne sono.
C’è credere che Maroni e Berlusconi lo vogliano fare sul serio.
C’è il non capire che si tratta di un gioco di politica interna di una maggioranza debole che cerca consensi.
C’è il pensare che senza un euro che ci salvi nonostante il debito al 120 per cento del pil e la crescita che è la metà dell’Ue, senza fondi comunitari, senza politica agricola, senza mercato unico, senza progetti di ricerca coordinati, si possa avere senso nel mondo globale.
Sulla questione tunisina, l’Italia si è messa nell’angolo da sola, lo ha fatto in modo tale che nessuno ha alzato un dito per di tirarla fuori. Gli altri partner – che sono tutti preoccupati come noi di non tenersi in casa i tunisini e come noi faranno di tutto perché questo non accada - sono stufi delle nostre lamentele. Si aspettano che un Grande Paese dialoghi e costruisca. Non che passi tutto il tempo a protestare per un problema che, sia chiaro, è completante reale, anche se non di proporzioni bibliche. A fine anni Novanta accogliemmo 80 mila albanesi senza battere ciglio.
Si potrebbe scrive per anni, ma nessuno leggerebbe troppe parole. Nessuno in Europa ha la coscienza veramente pulita in questa storia ma noi dobbiamo guardare al nostro operato prima di tutto. Dice il saggio che “dove vai è come ci arrivi”. Sacrosante parole. Come quelle pronunciate al Congresso dc del 1973, da Lorenzo Natali, un grande europeista.
«Non si può pretendere di fare l’Europa unicamente come la vorremmo noi. Bisogna invece partecipare alla sua costruzione con insistenza ma dall’interno, perché essa di indirizzi sulla linea che noi stessi suggeriamo».
Questa è la formula. Tutto il resto è casino.
Volete saperne di più?
Ecco cosa è successo ieri. E’ un reseconto ufficiale della Commissione. Ma non viola la verità in nessun punto.
In apertura, la Commissaria europea agli Affari Interni Cecilia Malmström ha riferito ai Ministri degli Affari Interni dei 27 Paesi UE sulla sua visita in Tunisia ed Egitto, ha sottolineato la gravità della situazione e l'importanza dei flussi migratori.
Haricordato le iniziative proposte il 5 aprile:
i) la necessità di rafforzare "HERMES", la missione di Frontex (l'Agenzia UE per le Frontiere esterne) nel Mediterraneo;
ii) continuare altre operazioni comuni come "POSEIDON";
iii) aumentare rapidamente la capacità di Frontex ;
iv) accelerare negoziati di Frontex nella regione, in particolare con le autorità tunisine; v) aiutare le autorità tunisine a gestire meglio la migrazione;
vi) garantire un effettivo rimpatrio degli immigrati clandestini.
Pergestire l'afflusso di profughi dalla Libia occorre:
i) un livello adeguato di finanziamenti per l'assistenza umanitaria;
ii) un rimpatrio nel tempo;
iii) mostrare solidarietà con gli Stati membri più colpiti – Italia e Malta;
iv) identificare un finanziamento aggiuntivo;
v) di condizionalità degli aiuti ai paesi del Nord Africa, chiedendo la loro collaborazione e una migliore sorveglianza delle frontiere.
La Commissaria europea all'aiuto umanitario Kristalina Georgieva ha riferito sulle operazioni umanitarie. Anche lei aveva visitato la regione nei primi giorni della crisi. La Commissione europea ha stanziato oltre 30 milioni di euro in questo settore per gestire gli effetti della situazione in Libia. L'azioneeuropea ha dimostrato il valore aggiunto di un'azione coordinata. La situazione dimostra che l'Europa deve essere in grado di gestire più di una crisi alla volta.
I Ministri di Italia e Malta sono intervenuti sulla situazione nel Mediterraneo, in particolare sull'immigrazione dalla Tunisia e le misure intraprese a livello nazionale. Sono seguiti diversi interventi di molti Paesi.
I punti trattati sono stati:
i) la necessità di distinguere i migranti per ragioni economiche da quelli in fuga da una guerra civile. Per i primi la soluzione proposta da è il rimpatrio (posizione sostenuta da 12 Stati); per i secondi l'UE deve fornire protezione;
ii) Alcuni Paesi hanno sottolineato la necessità di non dare falsi segnali che incoraggino l'immigrazione per prevenire il crimine organizzato e la tratta degli esseri umani;
iii) il principio dell'aiuto condizionato allo sviluppo;
iv) il bisogno di aiutare le nuove democrazie per evitare nuovi flussi.
Molti Paesi si sono pronunciati contro l'attivazione della Direttiva sulla protezione temporanea.
In conclusione, la Commissaria Malmström ha sottolineato il largo sostegno alle proposte della Commissione, per poter negoziare con i Paesi terzi nella regione. Le Conclusioni sono state approvate con 26 voti a favore e un'astensione (Italia) per il mancato inserimento del principio di "riallocazione" sul caso degli immigrati tunisini.
***
Oggi il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso è in visita in Tunisia. Il Presidente sosterrà chi è impegnato nel processo di riforma nel Paese sui temi della democrazia, dei diritti umani, la lotta contro la corruzione, la società civile, i giovani, la mobilità, le riforme economiche per la creazione di occupazione, le PMI, i legami commerciali con l'UE. La Banca europea per gli Investimenti sostiene questo processo.
Dalla "Stampa".
Per Trisaia date certe, monitoraggio e sicurezza da Sogin
12/04/2011 19:10Passi importanti nella riunione della Cabina di Monitoraggio”. Mancusi e Gentile: “Una positiva inversione di rotta, ma si acceleri”.
AGRUn crono programma di dettaglio da presentare alla prossima riunione. Un sistema di monitoraggio sulla radioattività composto di uno studio che riguardi l’intera regione e di una rete di rilevatori della radioattività che tenga sotto controllo le attività in essere a Rotondella: il tutto finanziato con risorse della SOGIN ed affidato nella gestione ad ARPAB; la messa in campo di un piano di protezione civile che coinvolga anche la Provincia di Potenza e la Protezione civile regionale.
Sono i tre impegni che la Regione Basilicata ha ottenuto dalla Sogin con la riunione ella Cabina di Monitoraggio sulla disattivazione del sito Itrec di Trisaia che si è riunito questa mattina con la partecipazione degli assessori all’Ambiente e alle Infrastrutture della Regione, Agantino Mancusi e Rosa Gentile, del direttore generale del Dipartimento Ambiente; Donato Viggiano, dell’assessore provinciale di Matera, Giovanni Bonelli, il sindaco di Rotondella, Vincenzo Francomano, il presidente del Consiglio Comunale di Nova Siri, Antonio Melidoro e l’assessore del Comune di Policoro Nicola Trupo, il direttore dell’Arpab, Raffaele Vita, e i vertici della Sogin.
L’incontro era stato convocato dalla Regione per ottenere maggiori dettagli sulle attività i decommissiong del sito e seguirlo da vicino e, anche se nel corso della riunione ci sono state ulteriori richiesta alla società incaricata di questa attività, alcuni dati sono già stati portati a conoscenza dl tavolo, tanto da far parlare l’assessore Mancusi di un’”inversione di tendenza nei apporti tra Regione e Sogin, che ha intrapreso un percorso di maggiore trasparenza in maniera attenta e responsabile” e far sottolineare all’assessore Gentile che “ci siamo avviati sul percorso giusto, ora dobbiamo lavorare perché si proceda celermente”.
E, anche se ulteriori dettagli sulle date sono stati chiesti per il prossimo incontro, Sogin già ha illustrato i passi avanti fatti negli ultimi mesi indicando quelli in programma per i prossimi. In particolare, hanno reso noto che si è concluso il lavoro con l’agenzia per l’energia atomica della Gran Bretagna propedeutico allo smantellamento ed è in corso la stesura del Piano Globale di Disattivazione dell’impianto che andrà allegato all’istanza da presentare entro luglio 2011 ai ministeri competenti.
Dettagli sono stati anche forniti in merito alle procedure e ai tempi per la messa in sicurezza delle singole matrici nucleari presenti a Rotondella.
Per la fossa irreversibile, sono stati ottenuti tutti i permessi da Asl e Vigili del Fuoco e ora si attende la licenza del Comune per procedere alle attività di scavo e indagini propedeutiche alla messa in sicurezza definitiva. Intanto l’area viene sottoposta a un intenso monitoraggio che non segnala valori preoccupanti.
Quanto alla cementazione del prodotto finito, i dirigenti Sogin hanno illustrato le motivazioni che hanno fatto optare per questa soluzione (la vetrificazione, a loro avviso, a parità di indice di sicurezza, richiede tecnologie e processi molto più problematici e complessi) e la necessità dei volumi del deposito in via di realizzazione nel sito di Rotondella, destinato esclusivamente ad ospitare temporaneamente rifiuti prodotti dal solo sito di Trisaia. In particolare, hanno prodotto una nota dell’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che ha il compito di supervisionare le operazioni e che evidenzia che il progetto risulta “dimensionato in maniera tale da ospitare, con adeguato margine, tutti i manufatti che si produrranno nella campagne di cementificazione, nonché di garantirne l’ispezionabilità”, tornando ad assicurare che nulla verrà portato in Basilicata da altri siti. Anche in questo caso dopo la licenza del Comune di Rotondella si potrà partire a realizzare le strutture già a settembre, con la previsione di ultimare gli impianti e partire in fase di esercizio tra il 2015 e il 2016.
Per lo stesso periodo si dovrebbe giungere anche alla sistemazione a secco delle 64 barre di combustibile irraggiato proveniente da Elk River. Il cask (il contenitore che dovrà contenerle) ha ottenuto la licenza per essere utilizzato, entro fine anno sarà definito il progetto particolareggiato di messa in sicurezza a secco e la consegna dei due contenitori da 32 barre ciascuno dovrebbe avvenire entro il 2015.
Quanto ai rifiuti pregressi a bassa attività, è già stato ultimato il trattamento del 70% di quelli per i quali l’Ispra ha già approvato il progetto, entro fine anno sarà processato anche il restante 30% e si potrà andare avanti con l’obiettivo di ultimare tutto entro il 2013.
L’assessore Mancusi ha però evidenziato la necessità che questi processi vadano di pari passo con una crescita del sistema di monitoraggio ed ha chiesto e ottenuto un ulteriore impegno in tal senso dalla Sogin. In particolare, la società finanzierà uno studio sul monitoraggio della radioattività, esteso a tutta la regione, e la realizzazione di una rete che tenga sotto controllo quanto avviene a Rotondella, ma il tutto sarà realizzato e gestito a cura della Regione, che lo affiderà all’Arpab, in qualità di struttura terza di controllo, che a sua volta sta lavorando a intese con l’Ispra. Ai primi di maggio partiranno gli incontri operativi per avviare in fase operativa questo progetto, che dovrà partire prima delle altre attività al fine di avere un dato di riferimento in condizione di “bianco”.
Sempre sul fronte della sicurezza, l’assessore Gentile ha sollecitato la messa a punto di un piano di protezione civile condiviso con la Prefettura, che coinvolga anche la Protezione Civile regionale, richiesta condivisa anche dalla Provincia di Matera e assunta come impegno da Sogin.
Entrambi gli esponenti di giunta hanno poi posto alla società l’esigenza di un maggiore coinvolgimento delle imprese locali nelle attività della Sogin in Basilicata, nel rispetto di trasparenza e legalità mettendo l’imprenditoria locale in condizioni di competere. Una esigenza rilanciata dal sindaco Francomano che ha anche denunciato come contemporaneamente l’Enea, pure presente sull’impianto, stia tagliando tanto il personale quanto le spese e i servizi con ricaduta su aziende esterne. E anche su questo i vertici Sogin non hanno fatto emergere contrarietà.
Sono i tre impegni che la Regione Basilicata ha ottenuto dalla Sogin con la riunione ella Cabina di Monitoraggio sulla disattivazione del sito Itrec di Trisaia che si è riunito questa mattina con la partecipazione degli assessori all’Ambiente e alle Infrastrutture della Regione, Agantino Mancusi e Rosa Gentile, del direttore generale del Dipartimento Ambiente; Donato Viggiano, dell’assessore provinciale di Matera, Giovanni Bonelli, il sindaco di Rotondella, Vincenzo Francomano, il presidente del Consiglio Comunale di Nova Siri, Antonio Melidoro e l’assessore del Comune di Policoro Nicola Trupo, il direttore dell’Arpab, Raffaele Vita, e i vertici della Sogin.
L’incontro era stato convocato dalla Regione per ottenere maggiori dettagli sulle attività i decommissiong del sito e seguirlo da vicino e, anche se nel corso della riunione ci sono state ulteriori richiesta alla società incaricata di questa attività, alcuni dati sono già stati portati a conoscenza dl tavolo, tanto da far parlare l’assessore Mancusi di un’”inversione di tendenza nei apporti tra Regione e Sogin, che ha intrapreso un percorso di maggiore trasparenza in maniera attenta e responsabile” e far sottolineare all’assessore Gentile che “ci siamo avviati sul percorso giusto, ora dobbiamo lavorare perché si proceda celermente”.
E, anche se ulteriori dettagli sulle date sono stati chiesti per il prossimo incontro, Sogin già ha illustrato i passi avanti fatti negli ultimi mesi indicando quelli in programma per i prossimi. In particolare, hanno reso noto che si è concluso il lavoro con l’agenzia per l’energia atomica della Gran Bretagna propedeutico allo smantellamento ed è in corso la stesura del Piano Globale di Disattivazione dell’impianto che andrà allegato all’istanza da presentare entro luglio 2011 ai ministeri competenti.
Dettagli sono stati anche forniti in merito alle procedure e ai tempi per la messa in sicurezza delle singole matrici nucleari presenti a Rotondella.
Per la fossa irreversibile, sono stati ottenuti tutti i permessi da Asl e Vigili del Fuoco e ora si attende la licenza del Comune per procedere alle attività di scavo e indagini propedeutiche alla messa in sicurezza definitiva. Intanto l’area viene sottoposta a un intenso monitoraggio che non segnala valori preoccupanti.
Quanto alla cementazione del prodotto finito, i dirigenti Sogin hanno illustrato le motivazioni che hanno fatto optare per questa soluzione (la vetrificazione, a loro avviso, a parità di indice di sicurezza, richiede tecnologie e processi molto più problematici e complessi) e la necessità dei volumi del deposito in via di realizzazione nel sito di Rotondella, destinato esclusivamente ad ospitare temporaneamente rifiuti prodotti dal solo sito di Trisaia. In particolare, hanno prodotto una nota dell’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che ha il compito di supervisionare le operazioni e che evidenzia che il progetto risulta “dimensionato in maniera tale da ospitare, con adeguato margine, tutti i manufatti che si produrranno nella campagne di cementificazione, nonché di garantirne l’ispezionabilità”, tornando ad assicurare che nulla verrà portato in Basilicata da altri siti. Anche in questo caso dopo la licenza del Comune di Rotondella si potrà partire a realizzare le strutture già a settembre, con la previsione di ultimare gli impianti e partire in fase di esercizio tra il 2015 e il 2016.
Per lo stesso periodo si dovrebbe giungere anche alla sistemazione a secco delle 64 barre di combustibile irraggiato proveniente da Elk River. Il cask (il contenitore che dovrà contenerle) ha ottenuto la licenza per essere utilizzato, entro fine anno sarà definito il progetto particolareggiato di messa in sicurezza a secco e la consegna dei due contenitori da 32 barre ciascuno dovrebbe avvenire entro il 2015.
Quanto ai rifiuti pregressi a bassa attività, è già stato ultimato il trattamento del 70% di quelli per i quali l’Ispra ha già approvato il progetto, entro fine anno sarà processato anche il restante 30% e si potrà andare avanti con l’obiettivo di ultimare tutto entro il 2013.
L’assessore Mancusi ha però evidenziato la necessità che questi processi vadano di pari passo con una crescita del sistema di monitoraggio ed ha chiesto e ottenuto un ulteriore impegno in tal senso dalla Sogin. In particolare, la società finanzierà uno studio sul monitoraggio della radioattività, esteso a tutta la regione, e la realizzazione di una rete che tenga sotto controllo quanto avviene a Rotondella, ma il tutto sarà realizzato e gestito a cura della Regione, che lo affiderà all’Arpab, in qualità di struttura terza di controllo, che a sua volta sta lavorando a intese con l’Ispra. Ai primi di maggio partiranno gli incontri operativi per avviare in fase operativa questo progetto, che dovrà partire prima delle altre attività al fine di avere un dato di riferimento in condizione di “bianco”.
Sempre sul fronte della sicurezza, l’assessore Gentile ha sollecitato la messa a punto di un piano di protezione civile condiviso con la Prefettura, che coinvolga anche la Protezione Civile regionale, richiesta condivisa anche dalla Provincia di Matera e assunta come impegno da Sogin.
Entrambi gli esponenti di giunta hanno poi posto alla società l’esigenza di un maggiore coinvolgimento delle imprese locali nelle attività della Sogin in Basilicata, nel rispetto di trasparenza e legalità mettendo l’imprenditoria locale in condizioni di competere. Una esigenza rilanciata dal sindaco Francomano che ha anche denunciato come contemporaneamente l’Enea, pure presente sull’impianto, stia tagliando tanto il personale quanto le spese e i servizi con ricaduta su aziende esterne. E anche su questo i vertici Sogin non hanno fatto emergere contrarietà.
lunedì 11 aprile 2011
E io pago!
PARLAMENTO
Omeopatia, dentista e psicologo
tutti i rimborsi per i deputati
tutti i rimborsi per i deputati
Tolto il segreto sui costi dell'assistenza integrativa dei deputati e dei loro familiari. Nel 2010 spesi oltre 10 milioni di euro. Ma non tutto è ancora pubblico di ALBERTO CUSTODERO
ROMA - Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio. Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per volontà dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i conviventi more uxorio.
LA TABELLA 1
Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche. Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.
Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket.
A rendere pubblici questi dati sono stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza denominata Parlamento WikiLeaks. I deputati di Pannella chiedono i dati delle consulenze e degli appalti e contratti vari, e poi li pubblicano online "perché solo così - spiega l'onorevole Rita Bernardini - i conti della Camera sono sottoposti al controllo dell'opinione pubblica. In caso contrario alla Camera si sentono liberi di fare qualsiasi cosa perché tanto non c'è nessuno che li controlla".
Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati, tuttavia, sono stati desegretati. "Abbiamo chiesto - dice la Bernardini - quanti e quali importi sono stati spesi nell'ultimo triennio per alcune prestazioni previste dal 'fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l'importo degli interventi per chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li hanno voluti dare". Perché queste informazioni restano riservate, non accessibili? Cosa c'è da nascondere?
Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: "Il sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati da parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire le informazioni secondo le modalità richieste".
Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. "Non ritengo - spiega la deputata Rita Bernardini - che la Camera debba provvedere a dare una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo gia l'assistenza che hanno tutti i cittadini italiani. Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata. Non si capisce perché questa 'mutua integrativà la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai Questori". "Secondo noi - aggiunge - basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all'anno".
LA TABELLA 1
Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche. Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.
Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket.
A rendere pubblici questi dati sono stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza denominata Parlamento WikiLeaks. I deputati di Pannella chiedono i dati delle consulenze e degli appalti e contratti vari, e poi li pubblicano online "perché solo così - spiega l'onorevole Rita Bernardini - i conti della Camera sono sottoposti al controllo dell'opinione pubblica. In caso contrario alla Camera si sentono liberi di fare qualsiasi cosa perché tanto non c'è nessuno che li controlla".
Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati, tuttavia, sono stati desegretati. "Abbiamo chiesto - dice la Bernardini - quanti e quali importi sono stati spesi nell'ultimo triennio per alcune prestazioni previste dal 'fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l'importo degli interventi per chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li hanno voluti dare". Perché queste informazioni restano riservate, non accessibili? Cosa c'è da nascondere?
Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: "Il sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati da parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire le informazioni secondo le modalità richieste".
Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. "Non ritengo - spiega la deputata Rita Bernardini - che la Camera debba provvedere a dare una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo gia l'assistenza che hanno tutti i cittadini italiani. Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata. Non si capisce perché questa 'mutua integrativà la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai Questori". "Secondo noi - aggiunge - basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all'anno".
Fonte : Repubblica
Dietro un computer
Negli anni 50, parlare in piazza a Nova Siri, per i partiti di Sinistra( Pci, Psi) era di una difficoltà oggi inimmaginabile. La libertà, la democrazia, era ancora , tutta da conquistare. Così, accadeva spesso, che l’oratore, venuto da fuori , parlasse ad una piazza vuota. O,peggio, si ritrovasse, ad essere sparato mentre andava via( come successe a Domenico Giannace di Pisticci). Eppure quella piazza vuota, al “Potere” faceva paura: perché tanto vuota come voleva sembrare non era. Le case circostanti la piazza,le finestre chiuse, i vicoletti, nascondevano orecchie e occhi di corpi quasi invisibili , attentissimi ,che captavano il suono di quelle parole che parlavano di lavoro,di diritti, di giustizia sociale, di democrazia, di libertà; parole di cui impossessarsi,cibarsi, diventare padroni, ripetere nelle pause di lavoro nei campi, a casa, nella piazza; parole che in bocca al popolo, agli occhi del “Potere”, erano più pericolose delle armi e perciò bisognava impedire che se ne impossessassero.
Oggi, nella piazza virtuale, come allora nella piazza reale, l’oratore è solo.
Ma dietro ogni computer, come ieri dietro le finestre chiuse, ci sono occhi attenti che leggono, seguono, riflettono, analizzano, giudicano.
Su questo blog, piccolissima piazza di periferia,in soli tre giorni, 979 lettori hanno cliccato sui post riguardanti la “questione D’Armento”.Nei due giorni successivi altri 450 lettori si sono soffermati a leggere vecchi interventi che aiutavano a capire quanto sta accadendo. Numeri che dicono più di tanti discorsi, quanto grande sia l’attenzione che la gente di Nova Siri riversa verso i suoi amministratori. Peccato che L’attenzione sia solo dei cittadini verso gli amministratori, e non degli amministratori verso i cittadini.
Cinque metri quadri per bimbo
l'asilo nido diventa low cost
ROMA - Convenzioni "low cost", appalti al ribasso, rette più alte, orari più corti. Educatori precari, mal pagati, poco formati, costretti a turni più lunghi, con un numero di bambini da gestire spesso oltre i limiti di legge. I soldi non ci sono più, i Comuni hanno i conti in rosso, e la rete degli asili nido italiani, poco estesa è vero, ma in alcune regioni eccellente, rischia adesso il collasso. Sulla pelle dei più piccoli tra i piccoli, i bimbi 0-3 anni, in quei mille giorni della prima infanzia in cui un buon nido, così dimostrano ormai decine di ricerche e soprattutto gli studi del Nobel americano James Hackman, può diventare uno straordinario volano per lo sviluppo futuro. Senza fondi pubblici le rette salgono e la qualità si abbassa.
Cartoline da un'Italia che torna indietro. Dove la crisi spazza via anche le cose migliori. Dove il numero dei posti-nido, che era (miracolosamente) salito dal 10 al 17% in tre anni, grazie al finanziamento di 446 milioni di euro del piano straordinario deciso nel 2007 dal governo Prodi, oggi rischia di perdere numeri e qualità. Finiti quei soldi, per il 2011 ci saranno ancora un po' di risorse del "fondo per la famiglia", poi più nulla. Un deserto. Che ci allontanerà ancora una volta dall'obiettivo europeo che aveva fissato per il 2010 al 33% la quota minima di posti all'asilo nido per ogni regione.
E mentre si aprono le iscrizioni per l'anno 2011/2012 la protesta cresce. A Bologna, nel cuore
l'asilo nido diventa low cost
Senza fondi pubblici le rette salgono e la qualità si abbassa. Con l'appalto ai privati meno ore, spazi e attività educative. E cresce la protesta: a Bologna è già sceso in piazza il "popolo dei passeggini"
di MARIA NOVELLA DE LUCACartoline da un'Italia che torna indietro. Dove la crisi spazza via anche le cose migliori. Dove il numero dei posti-nido, che era (miracolosamente) salito dal 10 al 17% in tre anni, grazie al finanziamento di 446 milioni di euro del piano straordinario deciso nel 2007 dal governo Prodi, oggi rischia di perdere numeri e qualità. Finiti quei soldi, per il 2011 ci saranno ancora un po' di risorse del "fondo per la famiglia", poi più nulla. Un deserto. Che ci allontanerà ancora una volta dall'obiettivo europeo che aveva fissato per il 2010 al 33% la quota minima di posti all'asilo nido per ogni regione.
E mentre si aprono le iscrizioni per l'anno 2011/2012 la protesta cresce. A Bologna, nel cuore
del welfare che funziona, è sceso in piazza il "popolo dei passeggini" mamme e bebè muniti di fischietto che hanno sfilato per le vie del centro contro la chiusura di alcuni storici nidi comunali. A Roma non si placa lo scandalo delle convenzioni a prezzo stracciato: appalti concessi dal sindaco Alemanno a cooperative che hanno accettato contributi comunali soltanto di 475 euro a bambino, contro i 700 ritenuti necessari dal Cnel a garantire gli standard minimi di qualità. E a Milano il comune ha "accreditato" asili privati a tariffe low cost (520 euro a bambino), mentre a Firenze sono stati gli educatori dei nidi comunali a protestare contro "l'esternalizzazione" dei servizi per la prima infanzia. In una giungla di normative e di regolamenti dove ogni regione fa da sé, dai metri quadri che devono essere assicurati ad ogni bambino, (6mq in Lombardia, 7 in Emilia Romagna, 10 nel Lazio) al numero di piccoli e piccolissimi che ogni educatore deve avere in carico. Spiega Lorenzo Campioni, pedagogista, collaboratore del "Gruppo nazionale nidi d'infanzia": "La crisi è grave, con questo taglio di fondi si rischia di passare dal nido come luogo educativo al nido come luogo assistenziale, dove i bambini vengono "guardati" ma non stimolati a sviluppare le loro qualità e i loro talenti. E purtroppo va in questa direzione anche la scelta di finanziare asili domiciliari, tagesmutter, con l'idea che basta essere donne, madri, e fare qualche ora di corso per potersi occupare di un gruppo di bambini... Il problema non è la contrapposizione tra i nidi pubblici - continua Campioni - e i nidi in convenzione. Il sistema integrato può anche funzionare, il punto sono i fondi e il controllo dei Comuni. Se le cooperative ricevono meno soldi, faranno pagare rette più alte, taglieranno le ore, prenderanno personale meno esperto, senza sostituirlo nelle malattie, aumentando così il numero di bambini per ogni educatore".
Eppure la campagna low cost va avanti, come denuncia Pino Bongiorno, presidente della Legacoop del Lazio, che si è rifiutata di partecipare ai bandi proposti da Alemanno. "E' impossibile gestire un nido con una convenzione di 475 euro a bambino. Per rientrare in quei costi chi gestisce gli asili avrebbe dovuto violare i contratti, assumere in nero, abbassare gli standard di sicurezza. Abbiamo detto no, e Alemanno è stato anche "bocciato" dall'Authority dei contratti, che ha giudicato gli asili low cost illegittimi. Ma il Campidoglio va avanti: purtroppo il parere dell'Authority non è vincolante". A sorpresa è stata un'associazione storica e di qualità, "Il centro nascita Montessori", ad aggiudicarsi uno di questi appalti, accettando una convenzione a tariffe stracciate. Ma la presidente, Laura Franceschini, si difende: "Siamo del tutto coscienti dei gravi limiti di questo bando, ci batteremo perché i parametri vengano cambiati, ma aprendo un nuovo nido volevamo salvare il posto di lavoro ad un gruppo di nostri educatori, dopo la chiusura di un nido aziendale che avevamo gestito per sette anni...".
Parole, dati, cifre che dimostrano quando il "sistema nidi" sia fragile. E quanto, con le parole di Lorenzo Campioni, basti il taglio di qualche ora, un'attenzione in meno, per creare ansia e danni a bimbi così piccoli. "Pensate alla differenza tra il cambiare un bambino in un minuto e mezzo, perché ce ne sono altri 10 a seguire, o cambiarlo in 4 minuti, sorridendo e parlandogli: le sue sensazioni saranno di pace e serenità, invece che di fretta e di stress. Vi sembra poco?".
Eppure la campagna low cost va avanti, come denuncia Pino Bongiorno, presidente della Legacoop del Lazio, che si è rifiutata di partecipare ai bandi proposti da Alemanno. "E' impossibile gestire un nido con una convenzione di 475 euro a bambino. Per rientrare in quei costi chi gestisce gli asili avrebbe dovuto violare i contratti, assumere in nero, abbassare gli standard di sicurezza. Abbiamo detto no, e Alemanno è stato anche "bocciato" dall'Authority dei contratti, che ha giudicato gli asili low cost illegittimi. Ma il Campidoglio va avanti: purtroppo il parere dell'Authority non è vincolante". A sorpresa è stata un'associazione storica e di qualità, "Il centro nascita Montessori", ad aggiudicarsi uno di questi appalti, accettando una convenzione a tariffe stracciate. Ma la presidente, Laura Franceschini, si difende: "Siamo del tutto coscienti dei gravi limiti di questo bando, ci batteremo perché i parametri vengano cambiati, ma aprendo un nuovo nido volevamo salvare il posto di lavoro ad un gruppo di nostri educatori, dopo la chiusura di un nido aziendale che avevamo gestito per sette anni...".
Parole, dati, cifre che dimostrano quando il "sistema nidi" sia fragile. E quanto, con le parole di Lorenzo Campioni, basti il taglio di qualche ora, un'attenzione in meno, per creare ansia e danni a bimbi così piccoli. "Pensate alla differenza tra il cambiare un bambino in un minuto e mezzo, perché ce ne sono altri 10 a seguire, o cambiarlo in 4 minuti, sorridendo e parlandogli: le sue sensazioni saranno di pace e serenità, invece che di fretta e di stress. Vi sembra poco?".
Da Repubblica
domenica 10 aprile 2011
Berlusconi, analfabeta nell’anima - micromega-online - micromega
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"......Che dire poi di chi gli stava intorno? Gente che per tornaconto, per viltà, per sordità morale insozzava quella bandiera che portava a tracolla, faceva strame della propria dignità. Nessuno che si sia alzato per dire all’analfabeta nell’anima: “Non ci fai ridere, miserabile. Parlando di “culo”, di “fica”, di meridionali pigri e disonesti tu ci mostri quanto ci disprezzi , come tu ci consideri non solo moralmente bacati, ma pavidi al punto da accettare queste ignominie e da sghignazzare platealmente per farti piacere.”
"......Che dire poi di chi gli stava intorno? Gente che per tornaconto, per viltà, per sordità morale insozzava quella bandiera che portava a tracolla, faceva strame della propria dignità. Nessuno che si sia alzato per dire all’analfabeta nell’anima: “Non ci fai ridere, miserabile. Parlando di “culo”, di “fica”, di meridionali pigri e disonesti tu ci mostri quanto ci disprezzi , come tu ci consideri non solo moralmente bacati, ma pavidi al punto da accettare queste ignominie e da sghignazzare platealmente per farti piacere.”
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